389459_286895451349896_875650524_n
foto Ass. S. Valentino – B.go Garibaldi

Bisogna fare un salto indietro di molti anni (’80 e ’90 e più recentemente nel 2011) perchè si parli dell’esistenza di un mitreo sotto la Basilica di San Valentino.

Alcuni componenti del gruppo NOI CHE A TERNI , che come sempre si ringraziano, lo hanno riproposto e si riportano di seguito alcuni interventi:

—————————————

TERNI, IL MITREO DI SAN VALENTINO

Sono sceso nel mitreo di San Valentino nel 1995,accompagnato da due frati Carmelitani Scalzi e da una troupe televisiva di una emittente locale. Girammo un breve video che fu trasmesso in occasione della solenne messa di San Valentino del 14 febbraio. Il tempio fu raggiunto dalle
antiche cantine del convento dei Carmelitani, scendendo per una scala scavata nella roccia, due rampe molto ripide che terminano in corrispondenza della nicchia che era stata l’abside del mitreo. A molti metri sotto terra, dentro un vano di pochi metri quadrati, molto simile a una arcaica chiesa
romanica in miniatura, con tre nicchie a destra e tre a sinistra, sconosciuto alla gran parte dei cittadini di Terni, la cosa che colpì di più i membri di questa improvvisata spedizione televisiva fu la presenza, in corrispondenza dell’angolo destro di quello che un tempo doveva essere l’ingresso del mitreo, in fondo a sinistra rispetto alla scala di accesso dalle cantine, di una fonte di acqua, incassata in una grande fessura nell’arenaria, dalla quale usciva un rivolo modestissimo. Era quasi una acquasantiera, un battesimale, una fonte per la purificazione. Ma ancora più sorprendente fu la scoperta di una galleria, molto stretta che dal nostro punto di vista usciva dal mitreo, indubbiamente l’antico accesso. Pochi giorni fa abbiamo cercato quell’accesso segreto al sotterraneo, e con buona probabilità lo abbiamo individuato proprio trovando traccia dell’acqua pura della piccola fonte che sgorga all’interno del sacello. Speriamo che quanto prima possa essere riaperto l’accesso dal convento di San Valentino a questo importante sito archeologico, murato presumibilmente quando, pochi anni fa, la proprietà comunale e quella dei frati Carmelitani sono state separate per consentire alla Comunità Incontro di Don Pierino Gelmini di realizzare non ricordo più bene quale prodigioso riuso. Di fatto le realizzazioni dell’ex sacerdote non hanno avuto un compimento, il convento è diventato una bellissima struttura universitaria, il mitreo se lo sono dimenticato quasi tutti e oggi certa stampa spaccia la faccenda quasi come una riscoperta di qualcosa che si era perso da secoli. Mah in una città in cui sicuramente ci si annoia tanto bisogna inventarsi anche false scoperte archeologiche, che sia un segno di decadenza grave‘? L’aspetto un po’ incomprensibile è il perché della chiusura dell’accesso alle vecchie cantine del convento, quindi del mitreo, lì non c’era più nulla da proteggere da saccheggi, quel luogo era aperto al pubblico da tempi immemorabili, non conservava più alcun reperto visibile, quindi perché murare gli accessi, o meglio l’accesso, perché l’unico che io ricordi si trova dalla parte della proprietà dei frati. Di recente ho chiesto al parroco di San Valentino di poter accedere alle cantine e in fondo alla scala che vi conduce ho trovato proprio l’accesso che ricordavo, chiusa in muratura, abbastanza recente.
E’ la storia di un curioso caso di “insabbiamento” di un sito archeologico pregevolissimo, che per una serie di vicende nel secolo scorso era noto a pochi, per essere poi completamente occultato, negli anni ’9o, forse per la dabbenaggine di qualcuno, più certamente per un clima di diffuso menefreghismo. Si tratta di un rarissimo mitreo, un tempio ipogeo millenario di cui sono documentati pochi esemplari in Italia, è l’unico scoperto nella città di Terni. I fatti avvengono in una città ricca di storia, di pregevoli resti di un passato antico e recente, una città che non è stata capace di salvare dalla sistematica distruzione il suo copioso patrimonio. Tale è stata la damnatio memoriae che certa stampa ha celebrato il suo ritrovamento quasi come una nuova originale scoperta.

Danilo Stentella
CENTRO STUDI MALFATTI per tutti gli approfondimenti
——————————————

Ed ancora dall’ ASSOCIAZIONE SAN VALENTINO – B.GO GARIBALDI Lorenzo Manni e Roberto Perquoti ripercorrono le esperienze delle aperture dei cunicoli avvenute negli ’80 e 2011.