1951 – il fiume di biciclette che scende da Viale Brin all’uscita degli operai delle Acciaierie.
Di notte gli operai si facevano luce con le “ascendilene” (le lampade a carburo) riempiendo la strada di centinaia di fioche luci: le lucciole della fatica.

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Oggi è poesia quella che allora era necessità. Un tragitto quotidiano, duro e sempre uguale, con il caldo di agosto e con il gelo di gennaio, portapranzi appesi sui manubri, qualche collega senza nemmeno la bicicletta da trasportare sulla canna perchè nessuno rimanesse senza la “quindicina”.

Stefania Maria Fontana  e Nicola Zingarelli hanno condiviso sul gruppo NOI CHE A TERNI queste foto bellissime di FEDERICO PATELLANI. Li ringraziamo davvero.

La poesia di Alighiero Maurizi, alla quale ho rubato il finale per il titolo, completa queste immagini belle e struggenti della vita di fabbrica e che dedichiamo a tutti gli operai di ieri e di oggi.