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Gli oleandri, colorati, profumati, belli e simbolo per eccellenza dell’estate, abbelliscono le aiuole spartitraffico di tutta la nostra Penisola da nord a sud, tanto sulle strade urbane che su quelle extraurbane.

La sorprendente guerra che gli è stata dichiarata nella nostra città, con la potatura a zero delle piante in piena fioritura, lascia quantomeno interdetti.

Interdetti perchè, qualora non si fosse degli esperti nel trattamento delle piante, cosa che lascia ancor più interdetti dal momento che una Ditta specializzata certe cose dovrebbe conoscerle, al limite basta aprire Google e leggere che la potatura dell’oleandro va effettuata a fine stagione o, al massimo, nella primavera e comunque l’operazione fatta in piena fioritura viene considerata una vera e propria bestemmia botanica.

Si dice che i rami sporgenti ostruivano la vista dei pedoni in attraversamento.

Giustissimo ma, a parte che si potevano “aggiustare” i rami sporgenti senza distruggere le piante intere, i pedoni non è che possono attraversare dove capita, ma debbono usufruire degli appositi attraversamenti pedonali: probabilmente bastava mettere in sicurezza quelli.

Rimane il fatto che vedere rase al suolo le splendide siepi che coloravano via Gramsci, viale dello Stadio e via Bramante è un bruttisimo colpo per gli occhi, per l’arredo urbano e per il verde in generale, che continua ad essere massacrato anche laddove non ce n’è alcuna necessità, lasciando aperte cento domande sulla professionalità di chi esegue gli interventi.

 

fiorella.chiappelli