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Non era come adesso che, a fine ottobre,  già si allestiscono i mercatini natalizi, fino a qualche anno fa il segnale che arrivava Natale la città lo percepiva ai primi di dicembre: quando “Pippo” cominciava a fare le sue splendide vetrine.

Dopo i tanti negozi storici che sono scomparsi, portandosi via una parte della nostra identità e di una città che è stata anche elegante e bella, ad abbassare le serrande oggi tocca ad Antinucci, uno degli ultimi baluardi rimasti a difesa delle tracce di noi.

Non credo ci sia un solo ternano che non è mai stato lì, per una lista di nozze, per il regalo importante o semplicemente per regalarsi qualcosa di bello, perchè da Antinucci ci trovavi di tutto, dall’oggetto prezioso e costoso al “pensierino” alla portata di tutti, ma sempre all’insegna dell’eleganza, del buon gusto e della qualità.

Ricordo che entravi e trovavi in terra tutti i pacchi con la carta verde e la scritta dorata con sopra i biglietti con i nomi degli sposi cui erano destinati; intanto che aspettavi ti facevi un giro tra cristalli, porcellane, lampade, argenteria: un’idea la trovavi sempre ed uscivi con il tuo pacchettino sicura che, comunque, avevi acquistato un bell’oggetto.

Certo negli ultimi anni era cambiato e non mi addentro nelle motivazioni che oggi portano alla sua chiusura,  non mi addentro nemmeno sul fatto che i negozi storici probabilmente avrebbero dovuto beneficiare di tutele maggiori proprio per la loro peculiarità e per la rappresentatività di un territorio.

Rendo solo un omaggio con grande amarezza ad un altro pezzo di noi che se ne va…forse al suo posto ci sarà l’ennesimo cinese o un negozio di detersivi, chissà, l’unica cosa sicura è che non ci saranno più quelle sfavillanti vetrine che ci annunciavano giorni migliori.

fiorella chiappelli