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V.le Leopardi

Per affrontare le conseguenze della crisi petrolifera del 1973 il governo italiano, come altri governi europei, adottò misure  della cosidetta “Austerity” finalizzate alla riduzione

forzata dei consumi energetici e che modificarono  le abitudini dei cittadini che per i loro spostamenti dovettero ripiegare su tutti i mezzi alternativi all’automobile.
I provvedimenti non erano limitati alla sola circolazione delle autovetture private nei giorni festivi,  ma riguardavano anche orari di chiusura anticipata di negozi ed esercizi pubblici, riduzione dell’illuminazione pubblica, spegnimento delle insegne interne ai locali pubblici, aumento dei carburanti, autorizzazione all’Enel di ridurre la tensione erogata tra le ore 21.00 e le ore 7.00

La prima domenica senza auto porta la data del 2 dicembre 1973 ed il provvedimento si protrasse fino al marzo 1974; tranne i corpi di polizia ed i medici nessuno fu esentato  e la limitazione venne  estesa anche ai rappresentanti delle istituzioni, compreso il Presidente della Repubblica.

E Terni come la visse? Dalla foto già si capisce abbastanza: sicuramente con meno disappunto rispetto a quello di oggi con un’insofferenza generale verso qualsiasi limitazione dell’uso dell’automobile.

Il giro classico era quello della Passeggiata, si scendeva per Viale dello Stadio, si andava in centro e comunque si camminava dappertutto. Qualcuno azzardava i pattini, moltissimi la bicicletta, alcuni preferivano il cavallo: tutti si adattavano ad una situazione complicata sì, ma in fondo anche piacevole.

I bambini potevano camminare per strada da soli, i papà con le radioline incollate all’orecchio seguivano “Tutto il calcio minuto per minuto” e bellissime le grida  di esultanza quando Ciotti ed Ameri annunciavano il goal di una squadra: una improvvisata fratellanza calcistica creata sulla strada.

Chi ha vissuto quel periodo ricorderà benissimo la bellezza delle prime domeniche invernali di sole, a spasso con tutta la famiglia, guardando in faccia gli altri e non lo smartphone, salutandosi, riconoscendosi, riscoprendo la città.

Siamo sopravvissuti all’Austerity e senza grandi drammi. Probabilmente oggi non riusciremmo a comprenderne il piacere e nemmeno servirebbe più di tanto ad aumentare la consapevolezza della vulnerabilità di un Paese sia dal punto di vista dei consumi energetici ed ancor più da quello ambientale sempre più drammatico.

I ringraziamenti  come sempre ai componenti del gruppo NOI CHE A TERNI in partciolar modo a Roberto Perquoti che ha postato la foto

 

author: fiorella chiappelli